Dicembre 2009

Anche per il 2009 abbiamo la possibilità di presentare il Concerto di Natale 2009 della Cappella Civica di Trieste

Il concerto si è svolto nella Chiesa di San Marco, Quartiere Giuliano Dalmata di Roma il giorno 12 dicembre alle ore 17.00

Aggiungo delle note sulla Cappella Civica.

 

La Cappella Civica di San Giusto, le cui origini risalgono al 1538 allorché il Comune cominciò a stipendiare il Maestro di canto di Cappella e l’Organista del Duomo per servicio d’Iddio, per honore della chiesa Cathedrale di s.to Giusto et reputacione di tutta la Città, accompagna con l‘organoe con il canto sacro le celebrazioni di culto nella Cattedrale di S. Giusto, arricchendo di maggiore solennità i riti liturgici.

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Con ciò stesso la Cappella Civica conserva e promuove una tradizione musicale che rappresenta un patrimonio di cultura di inestimabile valore e bene dell’intera comunità cittadina. (Estratto dall’art. 1 del Regolamento). L’organico dell’Istituzione è composto da un Direttore (Marco Sofianopulo), un Organista (Roberto Brisotto), un Archivista (Fabiana Polli) e da un Coro a voci miste (20 cantori titolari e 20 supplenti). I coristi sono selezionati attraverso audizioni bandite normalmente nel mese di novembre. La Cappella Civica cura l’accompagnamento musicale alle liturgie nella Cattedrale di San Giusto, con appuntamento regolare alla S.Messa domenicale delle ore 9.15, radiotrasmessa dalla stazione R.A.I. del Friuli Venezia Giulia sulla frequenza di 91,4 MHz in FM. L’Istituto opera anche in altri settori della cultura musicale: organizza concerti e rassegne, anche d’intesa con altre Istituzioni del Comune e Associazioni private, produce pubblicazioni e incisioni discografiche, promuove iniziative di formazione musicale rivolte soprattutto ai giovani. L’Istituzione è affiancata dall’Associazione Promusica, costituita su base volontaria, che opera nell’interesse dell’Istituzione, per tutto quanto riguarda la realizzazione tecnica delle iniziative.

Giorno 16 dicembre

Presso il teatro San Marco, Quartiere Giuliano Dalmata di Roma, presentiamo un grande concerto di brani estratti da operette. L’organizzazione è a cura dell’Associazione Internazionale dell’Operetta Friuli Venezia Giulia.

11/12/2009 – L’Operetta da Trieste a Roma con Mostra e Concerto

Si inaugura alle 12 di mercoledì 16 dicembre a Roma, presso le sale di rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia, il nuovo allestimento della mostra storica dell’operetta “Tu che m’hai preso il cuor” realizzata dall’Associazione Internazionale dell’Operetta, con la collaborazione del Comune di Trieste e della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi. Per esigenze di spazio è stato necessario riassumere in poco più di venti pannelli una mostra che all’inaugurazione di giugno a Trieste ne contava cento ed oltre, cercando però di esprimere alcuni concetti molto semplici. Dopo l’inaugurazione alle 18 al Teatro San Marco  di Piazza Giuliani e Dalmati, sempre a Roma, l’Associazione Triestini e Goriziani in Roma “Gen. Licio Giorgeri” e l’Associazione Internazionale dell’Operetta propongono un concerto intitolato alla mostra. Melodie celebri tratte dalle operette più famose italiane e danubiane: La Principessa della csardas, La Vedova allegra, Paganini, Al Cavallino Bianco, Sogno di un Valzer, Il Paese dei Campanelli, Cin ci là, Scugnizza. Interpreti i cantanti Andrea Binetti e Nicolò Ceriani, Gisella Sanvitale e Ilaria Zanetti, accompagnati da Antonio Kozina al violino e Giovanni Maria Monti al pianoforte. Al concerto saranno presenti le autorità romane e regionali e sono state invitate a partecipare tutte le associazioni di corregionali, dal Fogolar furlan alle associazioni degli esuli.
L’amore per l’operetta a Trieste nasce da lontano, da una assidua frequentazione popolare dei teatri che risale a prima del 1850, da una quantità inimmaginabile di rappresentazioni che ogni anno passavano sulle scene della città giuliana, dal numero incredibile di teatri che in quegli anni ospitavano le operette (Filodrammatico, Fenice, Armonia, Minerva, Goldoni, Rossetti… senza dimenticare i tanti spazi all’aperto, i caffè teatro…). Bisogna ricordare la permanenza in città di grandi compositori del calibro di Lehár e prima di lui del dalmata Suppé, nipote di Donizetti e suddito degli Asburgo, ma anche Johann  Strauss Jr., dopo il trionfo del “Pipistrello”, e più tardi anche Imre Kálmán. Nessuno più di Franz Lehár si lega a Trieste, da quando, a fine Ottocento, vi dirige una banda militare austriaca, ne impara il dialetto e le dedica canzoni. A Trieste trova in Schmidl il primo editore e più tardi in Nordio l’impagabile traduttore delle sue ultime, romantiche creazioni, con versi ormai leggendari, come “Tu che m’hai preso il cuor” per il “Paese del Sorriso”, e a Trieste riserva tante prime esecuzioni italiane, a partire proprio dalla mitica “Vedova allegra”, che nel 1907 vede un curioso episodio di contestazione montenegrina.
E negli Anni Venti anche l’Italia dice la sua, soprattutto quando gli attori attingono, con estro arguto, al mondo del folclore e delle maschere.
Nel 1950, quasi a esorcizzare il suo incerto futuro, Trieste osa andare contro corrente e riproporre all’aperto, al castello di San Giusto, un Festival estivo dell’operetta di livello internazionale. Sono dieci edizioni da favola, con affluenze da stadio, che le telecamere portano in tutte le case e i rotocalchi definiscono degne della Scala per sfarzo e caratura artistica, una fabbrica dei sogni che colpisce l’immaginazione collettiva. La televisione e le regie di Vito Molinari e Gino Landi negli anni ’70 portano il nome dell’operetta triestina in mondovisione, facendo raggiungere al Festival le quaranta edizioni consecutive.
Lentamente dopo gli anni ’80 comincia il declino televisivo, mentre i successi in città restano sempre importanti. Ed è in questo sfavillante tessuto connettivo che si inseriscono le tante iniziative dell’Associazione dell’Operetta, sorta nel 1992, qui riassunte nei due premi: il Premio Internazionale dell’Operetta, omaggio a quanti hanno contribuito alla diffusione e al successo dell’Operetta, nelle sue diverse espressioni, e il Premio Nazionale Sandro Massimini, conferito annualmente a un giovane attore brillante del teatro musicale leggero italiano che abbia già dimostrato particolari doti di talento e di versatilità nella recitazione, nel canto e nella danza; qualità queste che hanno fatto di Massimini una delle figure più amate e popolari delle nostre scene. Ai premi si aggiungono le immagini significative di due rassegne di successo: Pomeriggi Musicali al Rossetti, dedicati al musical, e TriesteOperetta al Ridotto, manifestazione che anticipa il Festival dell’operetta. La mostra resterà aperta fino all’8 gennaio, dal lunedì al venerdì con orario 9-17.

MOLINARO A ROMA PER INAUGURAZIONE MOSTRA OPERETTA

Roberto Molinaro (Assessore regionale Cultura) all'inaugurazione della mostra storica sull'operetta "Tu che m'hai preso il cuor", nella sede regionale di Roma. (Roma 16/12/09)
Roberto Molinaro (Assessore regionale Cultura) all’inaugurazione della mostra storica sull’operetta “Tu che m’hai preso il cuor”, nella sede regionale di Roma. (Roma 16/12/09)

Dal sito della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia

Roma, 16 dic – “L’operetta rappresenta l’anima di Trieste ed è un’attività artistica e culturale che proietta il Friuli Venezia Giulia nella dimensione europea e in particolare lo mette in connessione con quei Paesi del Centro e dell’Est Europa che sono i partner naturali dell’azione di internazionalizzazione che stiamo sviluppando”.Così si è espresso l’assessore regionale alla Cultura, Roberto Molinaro, intervenuto stamani nella sede della Regione a Roma all’inaugurazione della mostra storica sull’operetta “Tu che m’hai preso il cuor”.

Con Molinaro erano presenti il presidente dell’Associazione internazionale dell’Operetta, Claudio Grizon, che ha promosso l’iniziativa in collaborazione con la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, la curatrice della mostra, Rosanna Poletti, i presidenti della Associazione Triestini e Goriziani in Roma, Roberto Sancin, e del Fogolar Furlan di Roma, Adriano Degano.

Per Molinaro, quindi, l’operetta in sé, la mostra che si può ammirare nella sede della Regione e il concerto che si è svolto nel pomeriggio nel Teatro San Marco, “costituiscono una proposta per il pubblico della capitale di quella che è una peculiarità del Friuli Venezia Giulia ma sicuramente di interesse nazionale”.

Pur ridotta rispetto alla versione triestina, la mostra fa conoscere la storia ricchissima di questa espressione musicale che da sempre è stata intimamente legata a Trieste: con la presenza di illustri compositori, con rappresentazioni continue di operette fino agli Anni Cinquanta del Novecento, quando all’aperto nel Castello di San Giusto nacque quello che sarebbe poi diventato il Festival Internazionale dell’Operetta.

 

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