Museo della Bora, dove s’imbottiglia il vento
Per ora i “reperti” si possono visitare in un magazzino adibito a mostra
di Maurizio Lozei
Buca lo schermo. E porta alla ribalta Trieste ogni inverno, protagonista di telegiornali dove la potenza di quei refoli incontrollabili suscita timore ma anche fascino, forza invisibile e spettacolare capace di sovvertire in un soffio la normalità. Trieste è la Bora, e la Bora è Trieste. Rino Lombardi, che di nome fa anche Prospero come quello della “Tempesta” di Shakespeare, il mago che comandava spiriti e brezze, lo ha capito più degli altri. E assieme ad altri fedeli amici ha creato l’associazione Museo della Bora per fare di un vento un protagonista assoluto. Fenomeno climatico, ma anche storico, culturale e di costume, la Bora si propone sempre con immagini eclatanti e rivoluzionarie, mandando letteralmente all’aria quel che le si oppone con spirito impudente.
Mercoledì 10 - Foto della Bora a Trieste a 160Km/h