Maggio 2017

20 maggio

Presentazione del libro
MADDALENA HA GLI OCCHI VIOLA
di Rosanna Turcinovich Giuricin

Lunedì 29 maggio 2017 ore 18.00

Maddalena ha gli occhi viola


30 maggio

Comunicato stampa

Testimonianze toccanti, un approfondimento sulle tragedie che hanno colpito la comunità ebraica e l’italianità giuliano-dalmata durante la Seconda guerra mondiale, la condivisione di queste tragedie nel riconoscimento delle rispettive peculiarità: emozioni forti ha insomma provato il folto pubblico convenuto lunedì 29 maggio alla Fondazione Museo della Shoah di Roma in occasione della presentazione del libro “Maddalena ha gli occhi viola” (Comunicarte, Trieste 2016) della giornalista Rosanna Turcinovich Giuricin.

La lettura di alcuni brani del libro ha immediatamente ben delineato il trauma che rappresentò per gli ebrei italiani la promulgazione delle leggi razziali, avvenuta nel 1938 proprio a Trieste, città particolarmente importante nell’ebraismo italico e nella quale la allora giovane protagonista si sentiva perfettamente inserita prima di dover riparare con la famiglia in Slovacchia. Suo padre era cantore della sinagoga di Trieste. Maddalena ha deciso solamente in tarda età di affidare le sue memorie alla Turcinovich, incontrata  a margine di un raduno giuliano-dalmata a Toronto che la scrittrice rovignese stava seguendo per raccogliere storie e testimonianze della diaspora adriatica. Prima di approdare in Canada la protagonista del libro ha attraversato il terrore della Shoah e visto annichilire la rigogliosa e storica comunità ebraica mitteleuropea: «Maddalena ha scelto di mettere la sua storia per iscritto  – ha spiegato la Turcinovich – al fine di dare anche lei un piccolo contributo di verità contro chi nega o ridimensiona lo sterminio ebraico»

Il Direttore del Dipartimento Beni e Attività Culturali della Comunità Ebraica di   Roma,Claudio Procaccia, ha colto le somiglianze fra le persecuzioni ebraiche e quelle patite dagli italiani in Istria, Fiume e Dalmazia: «In entrambi i casi si è trattato di persone travolte da un’idea sbagliata: la coincidenza fra popolo, nazione e territorio. La Legge istitutiva del Giorno del Ricordo – ha proseguito Procaccia – è stata importante, ma lo Stato italiano deve ancora chiedere ufficialmente scusa a ebrei ed esuli giuliano-dalmati per tutto quello che hanno patito».

Tra quanti si sono adoperati per la riuscita di questa importante iniziativa (Fondazione Museo della Shoah, Centro di Cultura Ebraica della Comunità Ebraica di Roma, Libreria Ebraica Kiryat Sefer, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Roma, Associazione dei Triestini e Goriziani in Roma e Giuliani nel Mondo, rappresentati da Mario Venezia, Ruth Dureghello, Giorgio Marsan e Roberto Sancin) spicca Donatella Schürzel, Vicepresidente nazionale e Presidente del Comitato provinciale di Roma dell’ANVGD, la quale ha ricordato come a Trieste, Fiume e Pola le comunità israelitiche fossero perfettamente inserite nel tessuto sociale ed accettate con le loro peculiarità: «La fiducia che esisteva fra queste componenti della società – ha spiegato la professoressa Schürzel – è ben dimostrata dal Rabbino di Fiume che affidò al Vescovo cittadino i Libri Sacri prima che ne venisse fatto scempio dal crescente antisemitismo. Oggi le nostre comunità si trovano unite nella lotta contro chi nega o ridimensiona le nostre tragedie»

Gli interventi del pubblico (presenti fra gli altri il Ministro plenipotenziario Francesco Saverio De Luigi, l’Ambasciatore croato in Italia Damir Grubiša, il professor Giuseppe De Vergottini di Coordinamento Adriatico, il consigliere del Ministro dei Beni Culturali Franceschini e già delegato alla Memoria di Roma Capitale Paolo Masini, l’Ambasciatore Massimo Spinetti, il Presidente di FederEsuli Antonio Ballarin, il direttore della Società di Studi Fiumani Marino Micich, Serena Ziliotto dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune di Zara in Esilio e personaggi della cultura come Isabel Russinova, Mario Valdemarin e Francesco Squarcia) hanno portato alla luce storie di istriani che, ancora ignari dell’esodo che avrebbero dovuto affrontare, ospitarono e nascosero ebrei perseguitati. Tuttavia il ritegno nel raccontare vicende così intime e traumatiche, come manifestato nell’occasione dalla signora Fiorella Vatta, esule da Pola, ha ispirato ulteriori riflessioni: il caso più eclatante di Primo Levi di disagio dei superstiti nei confronti di quanti sono stati sterminati è stato sottolineato dalla Schürzel, che si è anche soffermata sulla necessità terapeutica di scrivere e raccontarsi, laddove Procaccia ha colto nella memorialistica molta attenzione al prima e al dopo e riserbo nella descrizione delle sofferenze.

Moderatore dell’incontro è stato Marcello Pezzetti (Fondazione Museo Shoah), il quale fra l’altro ha ricordato la necessità di uno studio approfondito delle persecuzioni naziste nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico (che comprendeva anche Trieste, Istria e Fiume), evidenziato l’importanza di “Maddalena ha gli occhi viola” nel testimoniare lo sterminio ebraico in Slovacchia (fra i primi a realizzarsi colpendo l’80% degli israeliti locali) e segnalato come non solo ad opera di Tito nei confronti di ebrei giuliano-dalmati di sentimenti italiani, ma anche in altri contesti dell’Europa orientale comunista, superstiti dei campi di concentramento nazisti sono stati massacrati in nuovi pogrom una volta tornati a casa. Pezzetti  frequenta da tempo l’FVG, l’Istria e Fiume dove ha raccolto le testimonianze degli ebrei in loco, in particolare nelle località del Quarnero. Un interesse che apre le porte ad una possibile continuazione tra le molteplici realtà coinvolte, di una collaborazione possibile ed auspicabile, ha evidenziato Marino Micich, esponente della Società di Studi Fiumani. Anche per affrontare insieme, come ha suggerito il prof. Giuseppe De Vergottini, quel processo di negazionismo virulento che mina spesso gli sforzi delle comunità

Concludendo l’emozionante salotto letterario – al quale hanno inviato messaggi di saluto la presidente dell’FVG Debora Serracchiani ed il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza -, l’autrice ha spiegato che il suo lavoro è tutto rivolto a creare i presupposti affinché ciascuno possa tornare al luogo in cui affondano le sue radici: con riferimento all’Adriatico orientale, a Fiume il recente ritorno della scultura dell’aquila bicipite simbolo della città sulla Torre civica, ha segnato un fondamentale passo avanti di forte carattere simbolico.

Lorenzo Salimbeni


Saluto del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.

Gentili rappresentanti del Comitato, della Comunità ebraica di Roma, dell’associazione dei Giuliani nel Mondo e di quella dei Triestini e Goriziani di Roma, ospiti intervenuti, vi esprimo il mio dispiacere per non riuscire ad intervenire, causa altri improrogabili impegni, alla presentazione del libro “Maddalena ha gli occhi viola” della giornalista e scrittrice Rosanna Turcinovich Giuricin, che saluto e di cui apprezzo l’impegno.

Sono personalmente e umanamente vicino ai drammi vissuti dal popolo ebraico che per alcuni aspetti è accumunato al dramma delle nostre genti esuli nel mondo.

Il ‘900, purtroppo, è stato caratterizzato da eventi storici drammatici dove è stato raggiunto il punto più basso della storia dell’uomo.

La presentazione di questo lavoro, ma soprattutto la volontà di continuare a raccontare quei drammatici fatti sono molto importanti, non per alimentare l’odio e le divisioni, ma per non dimenticare quanto accaduto, perché solo attraverso la conoscenza della memoria possiamo guardare e lavorare tutti per costruire un futuro migliore.

Come ci ricorda Primo Levi “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.

Roberto Dipiazza


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